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05-07-2020

V dom. dopo Pentecoste

l'omelia di don Anberto al Vangelo di oggi

OMELIA V DOMENICA DOPO PENTECOSTE
(Genesi 11,31. 32b-12,5b; Ebrei 11,1-2.8-16b; Luca 9,57-62)

• Signore Gesù, come sono forti ed esigenti le tue parole oggi: quasi ci urtano…
• Eppure tu dovresti conoscerci bene: sai, per esempio, che qualche volta noi facciamo fatica anche solo a nominarti mentre stiamo parlando di qualcosa di serio - dove tu avresti da dire la tua - con altre persone che non la pensano come noi; tu sai che qualche volta abbiamo persino timore a proporre anche solo un veloce segno di croce o una breve preghiera in famiglia prima di cenare insieme o anche di ricordare - una volta in più, piuttosto che una in meno - ai nostri figli che forse, almeno una volta tanto potrebbero partecipare alla messa alla domenica o ricevere il dono dello Spirito Santo nel sacramento della confessione, così che - magari, ricordandolo a loro - anche noi avvertiamo di avere bisogno di questi stessi regali da parte di Dio…
• Tu sai tutto questo e tanto altro di noi, eppure sei così libero nei nostri confronti, fino al punto di non aver paura di perderci dicendoci parole così forti ed esigenti. Abbiamo ascoltato nel vangelo del tuo incontro con tre persone:
- “Tu vuoi seguirmi - hai detto al primo di loro - ma sappi che il Figlio dell’uomo - a differenza delle volpi che hanno le loro tane o degli uccelli del cielo che hanno i loro nidi - non ha nemmeno un posto fisso dove poter posare il proprio capo”. Parlando al secondo: “A te, invece, chiedo io di seguirmi, ma tu vuoi mettere delle condizioni alla tua risposta nei miei confronti. Io, invece, ho bisogno di uomini e donne liberi e non condizionati per l’annuncio del Regno di Dio che pienezza di vita per l’uomo, una proposta che dà senso e significato anche a tutte le rinunce fatte in suo favore”. “E tu, uomo - rivolgendosi al terzo - vorresti seguirmi, ma nel cuore custodisci la nostalgia di ciò che lasci e volgi sempre indietro lo sguardo a ciò che lasci? Io non ho bisogno di uomini e donne così! Ho invece bisogno di uomini e donne che vivano pienamente il tempo presente e si affidino alla promessa che io faccio loro, senza rimpianti”.
• Tu ci conosci bene, Signore Gesù, e non hai timore di perderci, dicendoci parole così forti?
- No, tu non hai timore di perderci perché, in quanto uomo, tu hai sempre vissuto una vita “affidata” nelle mani di tuo Papà che sta nei cieli e ci dici che in una vita così, anche noi sapremo affrontare le gioie e le fatiche senza paure o false vergogne e anche senza perderci o perdere la strada verso te.
- Tu non hai timore di perderci perché, in quanto uomo, hai sempre cercato e proposto una vita fraterna in cui ci si sostiene l’un l’altro, anche quando si tratta di affrontare le difficoltà di ogni giorno e anche quando ci chiedi qualcosa di esigente, sappiamo di poter contare l’uno sull’altro.
- Tu non hai timore di perderci perché, in quanto uomo, non è mai esistito né mai esisterà un altro uomo più libero e coraggioso di te: tu sei libero e coraggioso così, proprio perché hai sperimentato per te e proponi anche a noi, cosa vuol dire vivere da figli e da fratelli, così da essere anche noi un po’ più liberi e coraggiosi. Tu sai che noi siamo fatti per questo e per nient’altro di meno. Per questo e per nient’altro di meno vale la pena vivere l’unica vita che nemmeno la morte sarà capace di spezzare.
• Signore Gesù, tu conosci e vedi le nostre fragilità, paure e reticenze nei confronti di ciò che ci proponi con parole forti ed esigenti: sii paziente con noi e dacci la forza di accogliere, un passo alla volta, ciò che ci proponi!